La nostra storia

Il paesaggio agricolo storico dell'Alto Salento è costituito da colture promiscue, dove olivi secolari si alternano ad alberi di mandorle e fichi, albicocche e vigneti. In particolare, il territorio tra San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, storicamente è uno dei luoghi di maggiore produzione di mandorle e fichi della Puglia. La tradizione dell'essiccazione dei fichi è tipica di tutto il sud Italia ed era praticata soprattutto dalle famiglie contadine. Ma l'idea di arricchire i fichi essiccati, aggiungendo la mandorla, nasce in questo territorio. La preparazione avviene raccogliendo a scalare i fichi in via di maturazione: si utilizzano solo i bianchi della varietà Dottato che vengono aperti a metà, appiattiti, e lasciati essiccare su graticci di canne (sciaje) al sole per una settimana. Una volta raggiunto il giusto grado di essiccazione, si pone una mandorla intera tostata e non pelata in ogni metà del fico aperto (l'amaro della pellicina fa da contrasto con la dolcezza del fico e ne fa apprezzare di più il sapore). Le mandorle appartengono a una grande varietà di cultivar locali, tra le quali si ricordano: Riviezzo (Cegliese), Bottari (il nome locale della Genco), Sciacallo, Tondina, Sepp d'Amic. Si unisce, quindi, una scorzetta di limone e qualche seme di finocchietto selvatico. Si sovrappone il fico ad un altro fico e si chiude: si infornano quindi a temperatura medio-bassa per circa un'ora. La preparazione dei fichi mandorlati comincia alla fine di agosto e prosegue fino alla fine di settembre. Questo dolce tipicamente invernale si trova a San Michele Salentino, a San Vito dei Normanni e a Ceglie MeEssapica. Una curiosità: la popolazione locale della varietà di fico Dottato viene chiamata Narduleja dal nome di Leonardo Leo, un compositore del '700 di San Vito dei Normanni notot per la dolcezza delle sue composizioni.

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Nel corso degli anni nell'alto Salento sono stati espiantati molti alberi di fico per ampliare gli uliveti e i vigneti la cui coltivazione è stata, per un certo periodo, molto remunerativa. Espianti che hanno messo a rischio la sopravvivenza dello splendido paesaggio rurale. L'aumento della produzione di olio e vino degli ultimi anni però, ha inflazionato il mercato creando una crisi di sovrapproduzione. I prezzi dell'olio e del vino si sono abbassati e gli agricoltori stanno pian piano differenziando nuovamente le loro produzioni, cercando di recuperare le coltivazioni storiche di inizio Novecento.
Con la nascita della Comunità, che riunisce quattro coltivatori e produttori di fichi mandorlati, si vuole tutelare, oltre all'antico dolce tradizionale di San Michele Salentino, la biodiversità agricola di queste campagne e lo straordinario paesaggio rurale di questo territorio.

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Feudo San Giacomo

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Il Panificio Unipersonale

Gli scatti della
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Pierangelo Argentieri
Tel. 335 7317047
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